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4 November 2002

The summaries in English were extracted from complete articles published on "Il Centro" and "Il Messaggero - Abruzzo edition".

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Il Messaggero

The day of grief / Il giorno del dolore.
Monsignor Tommaso Valentinetti, native of Ortona, the young bishop of Termoli, celebrated yesterday morning the funeral for the 29 victims of the earthquake in San Giuliano di Puglia. With sober words before the field of white coffins and flowers, he prayed for consolation to come to the parents: "Please you all little angels, torn away from our love forever, send us consolation, you that are already in the presence of God..." and to the authorities "Do not abandon these people of Molise, help them to stay here and reconstruct and never, never let such a thing happen again".
[Versione italiana:] Monsignor Tommaso Valentinetti, giovanissimo vescovo di Termoli, abruzzese di Ortona, ha guidato la celebrazione dei funerali per le 29 vittime del terremoto a San Giuliano di Puglia. Di fronte alla distesa di bare bianche dei bambini della scuola monsignor Valentinetti ha tenuto un'omelia asciutta, culminata con un fermo appello alle autorità politiche intervenute ai funerali dei bambini di San Giuliano di Puglia e delle altre vittime del terremoto. "Aiutateci nella prevenzione, aiutateci a vigilare perchè queste tragedie non si ripetano mai più" "A questi angeli che contemplano già il volto di Dio vogliamo chiedere una grazia: che ci consolino. Ci mandino dal cielo una consolazione per le mamme, i papà, i parenti".

Il Messaggero

Elda from Fossacesia, doctor at San Giuliano / Elda, dottoressa di Fossacesia
A quarter of an hour after the earthquake struck she was already on the ambulance directed from Termoli to San Giuliano di Puglia. Elda Della Fazia, in Umbria for the earthquake, in Sarno for the flood, also in Kosovo. With a specialization in First Aid and emergency, a voluntary worker for the "Misericordia" association. An Abruzzese heart that can give assistance, but also solidarity. Born in Fossacesia she has lived now in Termoli for 21 years in the hospital. "A greater sorrow for me than in Kosovo, so horrible to see so many dead children under beams and ruins: four of them, next to one another, what a pain to extract their little bodies. And back at our shoulders the tragedy of the anguished families ... The voices of the children. We could hear them cry, ask for help and water. It was so terrible when a child from under the ruins told me that the hand of his little friend was getting cold".
[Versione italiana:] Un quarto d'ora dopo la terribile scossa sismica, giovedì mattina, lei era già sull'ambulanza che la portava da Termoli a San Giuliano di Puglia. Elda Della Fazia, in Umbria per il terremoto e a Sarno per l'inondazione, ma anche in Kosovo. Specializzata in medicina d'urgenza e pronto soccorso, volontaria per la "Misericordia". Cuore abruzzese, il suo, di chi sa offrire assistenza ma anche solidarietà. Nata a Fossacesia da 21 anni lavora a Termoli in ospedale. "Per me è stata una pena maggiore di quella vissuta in Kosovo, è stato orribile vedere tanti bambini morti sotto travi e calcinacci: ne ricordo quattro vicini l'uno all'altro, che dolore estrarre quei corpicini. Alle nostre spalle la tragedia delle famiglie straziate ... Le voci dei bambini. Li sentivamo piangere, lamentarsi, chiedere aiuto e acqua. E' stato terribile quando un bimbo sotto le macerie ha detto che la manina del compagnetto era diventata fredda".

Il Centro

Ciampi: "We did not protect them / Non li abbiamo protetti", by Andrea Santini
President Ciampi takes on himself the grief and responsibility of the country, at the moment of the last farewell. On the altar monsignor Valentinetti, an Abruzzese bishop. Outside, the people started to come at dawn, from the tents, from the nearby villages, from faraway, through the recently ploughed fields, in their good clothes for respect, with flowers in their hands as a sign of pity. Under the wide tent, the 29 coffins are covered by the grieving parents, relatives, friends. With photos on them, the favorite toys, the farewell letters of the surviving little brothers and sisters. Small, white coffins. After 10 the funerals of the little angels of San Giuliano began. The authorities had stepped in silently. Unutterable grief. The bishop speaks of sorrow and resignation, of death, of resurrection. "These children, who were torn away from our love, are now in the glory of His Love. These angels can now contemplate God". Then he speaks to the authorities: "To you I say, help us to guard, to prevent, so that such a tragedy should never happen again". Then at the altar rises Nunziatina, the mother of Luigi, one of the little ones inside those coffins. "Our angels we entrust to God, but no mother or father must ever suffer like this again ". Later Ciampi stops near Luca and Mario, the children of the deceased teacher, and tells their father and grandmother: "You must be strong for them. Those who passed away are no more here, but these two kids, they are here".
[Versione italiana:] Il presidente Ciampi si fa carico del dolore e della responsabilità del Paese nel momento dell'addio. Sull'altare, monsignor Valentinetti, vescovo abruzzese. Fuori, la gente ha cominciato ad arrivare all'alba. Dalle tendopoli, dai paesi vicini, da altri lontani, attraverso i campi appena arati, col vestito buono per rispetto, coi fiori in mano per pietà. Nel capannone, le 29 bare erano sepolte da genitori, parenti, amici. Con una foto sopra, coi fiori accanto, coi giocattoli preferiti, con le letterine d'addio dei fratellini rimasti vivi. Bare piccole, bianche. Sono cominciati poco dopo le 10 i funerali dei piccoli angeli di San Giuliano. Le autorità sono arrivate in silenzio. Lo strazio è immenso. Il vescovo parla di dolore e di rassegnazione, della morte, della resurrezione. "Questi bambini, che sono stati strappati al nostro amore, ora sono nella gloria del suo amore. Questi angeli contemplano Dio". Poi si rivolge alla prima fila: "A coloro che rappresentano lo Stato, la vita pubblica, dico: aiutateci a vigilare, a prevenire, perchè mai più questa tragedia si debba ripetere". Poi, all'altare, sale Nunziatina, mamma di Luigi, uno dei piccoli chiusi in quelle bare. "I nostri angeli li affidiamo al Signore, ma queste cose non devono più accadere perché nessuna mamma e nessun papà devono soffrire così". Ciampi si ferma accanto a Luca e Mario, si rivolge al padre e alla nonna: "Dovete farvi forza per loro. I morti non ci sono più, loro sono qui".