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23 October 2002

The summaries in English were extracted from complete articles published on "Il Centro" and "Il Messaggero - Abruzzo edition".
The original articles are no longer available online on the newspaper sites, but may be requested from their archives or consulted in libraries in Abruzzo.

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Il Messaggero

Loreto Aprutino - Discovering San Zopito - Alla scoperta di San Zopito, by Berardo Lupacchini
On the day of "San Zopituccio", a feast dedicated to grapes on 12 October, the day when the martyr was killed and buried, the news was given that the relics of San Zopito, patron of Loreto (celebrated on Pentacost Sunday), belonged to a true martyr. Zopitos, as parish priest don Camillo Smigliani of St Peter's explained, was a true name of Greek origin, meaning «life-giver, fruitful», and not derived from the Latin expression "sopitus in domino" as popular tradition believed.
[Versione italiana:] Nel corso della ricorrenza di "San Zopituccio", una festa dedicata all'uva che cade il 12 ottobre poiché è il giorno in cui fu ucciso e sepolto il martire, è stata data la notizia che le reliquie di San Zopito martire, patrono di Loreto (festeggiato il lunedì di Pentecoste), erano di un martire autentico. Zopito, come ha spiegato il parroco di San Pietro, don Camillo Smigliani, era un vero nome, di origine greca che sta a significare «che dà vita, vivificante, fecondo», e non dunque "sopitus in domino" come voleva la tradizione popolare.

Il Centro

- The roots of Mozzagrogna / Alle radici di Mozzagrogna , by g.m.
In mid-August the volume «Mozzagrogna dalla Selce alla Sevel» was officially presented, and just 20 days later the author died. Fosco follows the evolution of the three «villas» around Lanciano (Villa Santa Maria Imbaro, Villa Vittoria and Villa Pietra Costantina), which came under the rule of the city of Lanciano in the mid-16th century, after they had been populated by Balkan refugees escaping from the Turks, and hot the three centers gradually got free from the Lancianese, finally becoming autonomous municipalities in the early 1800's: Santa Maria Imbaro and Mozzagrogna, which is still called «Villa degli schiavoni», while the name came from the Neapolitan family of Palmerio Mozzagrogna, who purchased Villa Vittoria.
[Versione italiana:] L'ultimo lavoro di Nicola Mario Fosco è stato «Mozzagrogna dalla Selce alla Sevel», presentato ufficialmente a metà agosto, venti giorni prima che l'autore improvvisamente morisse. Fosco documenta l'evoluzione delle tre «ville» del circondario di Lanciano (Villa Santa Maria Imbaro, Villa Vittoria e Villa Pietra Costantina), diventate proprietà di Lanciano a metà 500, dopo che vennero ripopolate dalle popolazioni balcaniche fuggite alle violenze ottomane, e poi gradualmente affrancatesi dal dominio dei lancianesi, e diventati due comuni autonomi all'inizio del 1800: Santa Maria Imbaro e Mozzagrogna, che viene ancora chiamata «Villa degli schiavoni», mentre il nome fu dato da una famiglia di origini napoletane il cui rappresentante, Palmerio Mozzagrogna, acquistò Villa Vittoria.

Il Centro

- Gessopalena - Medieval religious orders / Gli ordini religiosi del Medioevo, by Gino Melchiorre
Solitary researcher Nicola Cavaliere published a book on monastic orders in the Sangro and Aventino areas: «Benedettini, celestini, cappuccini in Terra Gypsi»; The volume reproduces ancient documents from the archives of Chieti and Lanciano, as well as from the diocesis archive of Chieti and other very old sources to trace the history of Gessopalena under the point of view of the religious orders that took part to the life of this and of other centers of the Sangro - Aventino areas, starting from the famous «Memoratorium» of abbot Bertarius from Montecassino of the 9th century AD mentioning the «Castellum de Gessi».
[Versione italiana:] Un «ricercatore solitario», Nicola Cavaliere, ha pubblicato un libro sul monachesimo tra Sangro e Aventino dal titolo: «Benedettini, celestini, cappuccini in Terra Gypsi»; il volume riproduce documenti d'epoca che l'autore ha trovato e tradotto negli archivi di Stato di Chieti e Lanciano, e nell'archivio diocesano di Chieti, oltre che di pubblicazioni remotissime, tracciando la vita di Gessopalena, da un angolo visuale particolare: quello degli ordini religiosi che si sono avvicendati nella storia del Borgo e degli altri del circondario del Sangro e dell'Aventino, partendo dal famoso «Memoratorium» dell'abate Bertario di Montecassino del IX secolo comprendente il «Castellum de Gessi».