LogoLogo

27 January 2002

The summaries in English were extracted from complete articles published on Il Centro - Quotidiano d'Abruzzo and Il Messaggero - Abruzzo edition.

News Archives by Year

1999 | 2000 | 2001 | 2002 | 2003 | 2005

Other News Indexes

Other Sections on Abruzzo

Follow Italy Heritage on Facebook
Provinces of Abruzzo

27 January 2002 - Il Messaggero

Orsogna. Certificati via e-mail per emigranti all'estero Dall'Argentina con speranza
ORSOGNA - Il Comune di Orsogna ha organizzato un servizio per l'invio per posta elettronica (E-mail) dei certificati di nascita richiesti da emigranti abruzzesi all'estero, in particolare in Argentina, che vogliono conoscere tutto sui propri progenitori più prossimi che con l'emigrazione hanno raggiunto il nuovo mondo in cerca di fortuna. È la prima iniziativa istituzionale del genere per venire incontro aai tanti appelli, alcuni anche drammatici, come quelli che giungono dall'Argentina in crisi di ricerca di lavoro in Italia e in Abruzzo. Sul sito "www.orsogna.net" gli emigranti posono ricevere i certificati richiesti e stamparseli a domicilio. Gli appelli giungono su vari siti internet e riguardano in gran parte la ricerca di notizie sulle proprie "radici" abruzzesi: l'origine del nome della famiglia, del paese d'origine, la storia del passato e recente. In particolare si trovano richieste del genere sul sito "www.regione.abruzzo.it/turismo" del Servizio sviluppo del turismo regionale, ma anche al sito internet "www.abruzzo.italia.it", dell'Associazione Abruzzo (Italia), i cui responsabili affermano: «Ci giungono lettere contenenti appelli di chi intende riscoprire antichi legami di parentela. Stiamo pubblicando sul nostro sito alcuni servizi per aiutare gli emigranti nella ricostruzione del loro stato familiare». Ed ecco i casi di Javier, che dall'Argentina cerca i familiari nella città di Chieti; di Miguel Angel che vuole contatti con Casalbordino, dove nacque il nonno nel 1890; di Graciela che cerca notizie di Casalanguida, da dove partì nonno Vincenzo a 17 anni; di Andres Mario, 25 anni, tecnico alberghiero pronto a tornare in Abruzzo per lavoro; di Walter Mauricio, che ottenuta la doppia cittadinanza, si dice pronto a tornare con la famiglia nella terra dei suoi progenitori. Altre richieste si rivolgono ai Comuni di Crecchio, Ortona, Palena, Torrebruna, S.Maria Imbaro e tanti altri da dove fu forte l'emigrazione verso l'Argentina allora terra promessa. Non mantenuta.

27 January 2002 - Il Centro

L'ACCUSA DI UN ALLEVATORE «La pastorizia è senza manodopera e sparirà per colpa delle lentezze della burocrazia»
VALLE CASTELLANA. Si chiama Battista Caterini, è di Macchia da Sole (frazione di Valle Castellana) e di mestiere fa l'allevatore di ovini. In una lunga e-mail inviata alla redazione, di cui riportiamo ampi stralci, intende portare a conoscenza di tutti «quali enormi difficoltà incontra, per colpa della burocrazia, chi come me», scrive, «si occupa di pastorizia». Caterini premette che la sua unica occupazione è l'allevamento degli ovini, «attività che nella mia famiglia si tramanda di generazione in generazione; il mio gregge conta circa 700 pecore e per 365 giorni l'anno devono essere curate ed accudite. Il mio è un lavoro duro e faticoso, richiede un impegno tale che non è possibile sostenere da solo. Purtroppo però, persone disponibili a svolgere una mansione così difficile non si trovano e dunque sono costretto a ricorrere alla mano d'opera straniera, principalmente slava o albanese. Fin qui nulla di strano e persone provenienti dai paesi balcanici che sono disposte a lavorare in questo settore ce ne sono. Il vero grande problema», continua Caterini, «è costituito dalla burocrazia, che m'impedisce in tempi brevi di reperire mano d'opera. Le richieste devono essere rivolte alla questura, che deve rilasciare il visto che consente alla persona da me richiesta di entrare in Italia e poter lavorare; ebbene, i tempi per il rilascio del visto oscillano tra i 12 e i 24 mesi! Per intenderci meglio, io dovrei seguire l'intero gregge da solo per un tempo talmente lungo che mi obbligherebbe a rinunciare. Dunque, se la burocrazia continuerà ad ostacolarmi con le proprie lentezze, non avrò altra scelta che abbandonare. Naturalmente», conclude l'allevatore, «i miei problemi sono uguali per tutti coloro che operano in questo settore, quindi chiedo a voi di portare all'attenzione collettiva un problema che oltre ad essere professionale è anche umano. Bisogna evitare che la passione e la storia dei pochi rimasti vengano definitivamente sconfitte da leggi assurde e pericolose».