... in cammino
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PAESAGGI E GENTI D'ABRUZZO
PAESAGGI E GENTI D'ABRUZZO
Anno I, n. 2 - IL PAESAGGIO DELLO ZAFFERANO
(SAFFRON LANDSCAPES)
Anno I, n. 2 - IL PAESAGGIO DELLO ZAFFERANO
(SAFFRON LANDSCAPES)
After being introduced into the Navelli plateau (AQ), the saffron plant found in the area specially favourable environmental and terrain conditions, and the spice cultivation occupied a vast extension of territory becoming, with wool and silk, an economic sector of historical development and welfare not only for the city of Aquila, but for the whole province as well.

All the families living on the Navelli plateau reserved part of the fields to saffron cultivation, alongside with wheat and beans. Saffron was the only agricultural produce that after harvesting allowed a farmer's family to have a source of income in money, differently from the other products of the peasant's yearly calendar that would usually be bartered.

Through a careful study of the history of the local saffron economy and the reconstruction of the prevalent cultivation techniques and trade, you can reach an awareness of the original, symbolic peasant's universe (of this geographical niche in inner Abruzzo), of the rural family and its struggle for survival between the anxiety of seasonal migration and a poor local economy, all factors that for centuries have marked the destinies of the local communities on this side of Abruzzo Apennines.

The photos, texts and drawings presented in this issue of "In cammino" are the result of long research and survey on the field, through which I was able to collect by thousands of images, texts, historical and archival documents, in the area of the Navelli plateau, and they offer some insight into the great environmental and historical saffron culture in the jurisdiction and the "Aquilan lands".

Vincenzo Battista, February 2002





Lo zafferano, introdotto nella Piana di Navelli (AQ), trovò in quest'area particolari condizioni climatiche e predisposizione al suolo, tanto che la sua coltivazione occupò una vasta estensione di territorio, e rappresentò, insieme alla lana e alla seta, un settore economico di sviluppo storico e di benessere non solo per la città dell'Aquila, ma anche per l'intera provincia.

Tutte le famiglie dell'Altopiano di Navelli riservavano alla coltivazione dello zafferano una parte dei terreni insieme al grano e ai legumi. Lo zafferano era l'unico prodotto agricolo che permetteva, dopo la raccolta, di avere una disponibilità di denaro per la famiglia contadina a differenza degli altri prodotti del calendario annuale rurale che venivano comunque barattati.

Attraverso la "lettura" dello zafferano, la ricostruzione delle più importanti tecniche di coltivazione, il commercio, passa l'osservazione dell'universo contadino (di questa nicchia geografica dell'Abruzzo interno), originale ed emblematico, e l'analisi della famiglia rurale lacerata spesso dalla sussistenza, dall'emigrazione stagionale, da una economia locale povera di risorse che per secoli ha segnato i destini delle comunità locali di questo lembo territoriale dell'Abruzzo appenninico.

Le fotografie, i testi e i disegni che presento nella rivista telematica "In cammino", "documenti" di una lunga campagna di rilevazione sul campo (costituiti da migliaia di immagini, testi, ricerca storica ed archivistica, ecc.) nell'area dell'Altopiano di Navelli, illustrano solo un aspetto della grande cultura ambientale e storica dello zafferano nel Contado e nelle "terre dell'Aquila".

Vincenzo Battista, febbraio 2002

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