... in cammino
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PAESAGGI E GENTI D'ABRUZZO
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Anno I, n. 1 - VIAGGIO NELLA MEMORIA
Anno I, n. 1 - VIAGGIO NELLA MEMORIA





The 19 photographs shown in this issue were taken at different moments in the years 1981 and 1982, so as to build what might be called a "narrative through images", an ethnographic and visual biography of emigration, a biography which however only slightly touches a social milieu deeply rooted in its "signs". The pictures summarize some values of folk culture poignant with untold stories. Small niches, in a word, of innermost realities that the photo unveils and reveals to us.

The images reconstruct human time, that is "memory", with a montage like in a filmed sequence, to reveal fragments: attitudes and behaviors that make us aware of the highly symbolic dimension of old pictures, almost cult objects; objects which were jealously kept since they belonged to the ancestors, objects in the hamlets abandoned because of emigration, but which still harbor, untouched, memories of Abruzzo peasant and pastoral culture.

When in 1981, at the age of 24, I made this reportage, developing my black and white pictures by myself, I probably wanted to show the powerful representation obtained through a photographic medium in reading and explaining the life of local communities, exactly as they see themselves, their motifs, their places. The pictures, taken in Santo Stefano di Sessanio, Fossa, Collepietro, Roio, all of them villages in the Province of L'Aquila and finally in the regional capital, reflect a very special dimension, connected to folk culture and its models of life, the "areas" of beliefs and superstitions, customs and traditions, to the very house that harbors the "ancestors' memories".

Finally, allow me some comments on this new "communication" experience through the monthly Ezine "In Cammino", created with the help of www.abruzzo2000.com, and especially Prof. Pierangela Badia. The approval, enthusiasm, all the emails sent by our readers and fellow Abruzzese abroad, confirm the cultural choice of the Ezine, aiming to offer an exclusive service to our Abruzzese emigrants, and not only to them.

Vincenzo Battista, January 2002








Le 19 fotografie che presento, realizzate in distinti momenti tra il 1981 e il 1982, in questo che si pu˛ definire "un racconto per immagini", una biografia etnofotografica sull'emigrazione, che comunque lambisce appena un ambito sociale legato al complesso fenomeno sociale e ai suoi "segni", vedono riassunti alcuni valori della cultura popolare che si caricano di forti narrazioni. Nicchie, in definitiva, di intime circostanze che la fotografia ci svela, ci fa conoscere.

Infatti, le immagini ripercorrono il tempo," la memoria", montate in una sorta di sequenza filmica, leggono i frammenti: atteggiamenti, comportamenti che marcatamente ci fanno comprendere una nuova dimensione fortemente simbolica dell' immagine d'epoca come oggetto di culto; degli oggetti custoditi gelosamente ed appartenuti agli antenati, fino ai luoghi dei paesi lasciati con l'emigrazione che conservano ancora intatte le memorie di una societÓ contadina e pastorale dell'Abruzzo.

Quando, nel 1981, allora all'etÓ di 24 anni, realizzai questo reportage, volevo forse dimostrare la forza del linguaggio della rappresentazione del documento fotografico per leggere ed illustrare le vicende delle comunitÓ locali, come loro si rappresentano, le motivazioni, i luoghi. Le immagini, dunque, realizzate a S. Stefano di Sessanio, Fossa, Collepietro, Roio, tutti centri della provincia dell'Aquila e infine nel capoluogo di regione, "incontrano" una dimensione, in particolare, legata alla cultura popolare, ai suoi modelli esistenziali, ai "campi" delle credenze e superstizioni, agli usi e tradizioni, fino alla casa contadina che custodisce "la memoria degli antenati".

Infine, un primo bilancio di questa nuova esperienza di "comunicazione" con la rivista telematica mensile "In cammino", realizzata dal portale www.abruzzo2000.com, in particolare dalla Prof.ssa Pierangela Badia. Il consenso, l'entusiasmo, le decine di lettere che ci inviano i nostri lettori e corregionali residenti all'estero, confermano la linea culturale della rivista tesa ad offrire un esclusivo servizio ai nostri emigrati abruzzesi e non solo.

Vincenzo Battista, gennaio 2002


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