LogoLogo

«Made in Fante» un dvd su Dan

il Centro
Cultura & Società

Il figlio scrittore dell’autore di «Ask the dust» racconta la sua famiglia
Il film disponibile solo in inglese
di Paolo Di Vincenzo

«John Fante mi è venuto a trovare questa mattina un’altra volta, facendomi sentire la sua presenza con il suo alito caldo dietro la mia sedia da lavoro, davanti al computer. Quando ho chiuso i miei occhi l’ho visto seduto al suo tavolo da lavoro, a Malibu, dietro la sua vecchia macchina da scrivere sputando parole a raffica e ingollando caffè». I primi versi di una poesia dedicata al padre sono un po’ il fil rouge di «Made in Fante», il dvd che il francese François Lecauchois con Stéphane Muller ha realizzato su Dan Fante. Lo scrittore, figlio dell’autore di «Ask the dust», racconta il suo rapporto, difficile, tormentato ma, meraviglioso come sottolinea spesso, con quell’uomo duro e burbero, figlio di un muratore abruzzese di Torricella Peligna e di una potentina: John Fante. Il dvd, realizzato con splendide sequenze girate tra Potenza, Torricella, Los Angeles, Malibu, Venice (California), mostra Dan alle prese con i fantasmi del passato: l’alcolismo e il confronto con un padre ingombrante.

«Made in Fante» è diviso in un prologo, Odissea di un Wop, come il titolo di un celebre racconto di Fante sr. racchiuso nella raccolta Dago Red (i Wop erano gli italiani, in generale gli emigranti senza passaporto, Wop può voler dire sia WithOutPaper o una storpiatura del termine guappo), in cinque capitoli e un epilogo, tutti con i titoli tratti da racconti del padre, eccezione fatta per quello dedicato al figlio di Dan e quello dedicato al volume «Chump Change» tradotto in italiano con «Angeli a pezzi» (il primo libro di Dan, dedicato alla morte del padre).

In Odissea di un Wop Dan racconta il suo rapporto con il genitore anche dal punto di vista artistico-lavorativo. «Mi ha insegnato molto», dice nel dvd, «ma non direttamente, non a parole, ma con ciò che ha scritto, attraverso le sue pagine». Poi ricorda l’ostracismo della madre, Joyce Smart (poetessa a sua volta, ebbe un grande ruolo di sostegno fattivo nelle opere del padre), che, ricorda Dan, «Non voleva un altro scrittore in famiglia, ce n’era già stato uno e bastava». Dopo aver fatto il lavapiatti, il venditore per telefono, l’autista in una società di noleggio limousine, il tassista, decise che doveva scrivere. La madre lo sconsigliava perché pensava fosse una sorta di competizione con il padre scomparso. «Ma adesso le cose con mia madre vanno molto meglio», chiarisce Dan.

Fante jr. sintetizza la sua arte con un paragone facile da comprendere agli italiani: «Se lo stile di un John Updike o di un John Grisham è un cappuccino il mio è un espresso». Casa dolce Casa, è un ritorno nella celebre casa a Y di Malibu (descritta nei particolari da John Fante in «A ovest di Roma»). A seguire Uno di noi (ancora un racconto di Dago Red, in cui si narra della perdita di un cugino del protagonista, investito da un camion, una storia vera) dove Dan si confronta con i familiari: la sorella Vickie, la madre, il fratello Jim. La famiglia si ritrova così a parlare sia del libro «Chump Change», in cui riporta in modo romanzato gli ultimi giorni del padre John, che della triste fine del fratello Nick, morto investito come un cane mentre era ubriaco. Quel dramma servì a Dan per smettere una volta per tutte di bere e per ricordarlo sempre si è fatto tatuare la data di nascita e morte del fratello (che era il primogenito) sul braccio destro.

Dopo un breve passaggio dedicato al figlio, Dan and his son, si arriva ad Ask the dust (Chiedi alla polvere, dal titolo del maggior successo di John Fante, di cui in questi giorni Colin Farrell nei panni di Arturo Bandini e Salma Hayek in quelli di Camilla Lopez stanno girando un film per la regia di Robert Towne in Sudafrica). Dan ai confini col deserto guardando la strada per Los Angeles (un altro titolo del padre) indica il posto dove in «Chiedi alla polvere» Arturo Bandini butta via il proprio romanzo dopo la delusione dell’amore sfortunato per Camilla Lopez. E Dan spiega: «Il deserto è la sorgente della mia ispirazione, è la relazione tra me e la mia parte spirituale. Io spero che chi legge i miei libri, attraverso le esperienze raccontate, possa vedervi se stesso. Il resto sono stronzate». Il dvd si conclude, in modo circolare, con «Chump change», una serie di riprese di nuovo nella casa dell’autore che svela alla telecamera e agli spettatori una scatola rossa in cui è conservato l’originale del suo primo libro, sulla stessa carta gialla sulla quale il padre scrisse, nel 1977, La confraternita del Chianti.

Follow ItalyHeritage on Facebook