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Tesoro qui è tutto una follia

“Tesoro, qui è tutto una follia” è il titolo a effetto che la casa editrice Fazi ha dato alla raccolta di lettere dall'Europa (1957-1960) di John Fante (pagine 87).

La trama. Lo scrittore di origine abruzzese racconta, in 42 lettere, principalmente indirizzate all'amata moglie Joyce, la “sua” Italia e Parigi.

Commento. Fante abitò per lunghi periodi a Roma e Napoli. La follia, nemmeno a dirlo, è riferita al modo di vivere degli italiani.

Ma in questo non c'è, nonostante qualche passo comprensibilmente pesante per un “americano”, un giudizio negativo sul suo Paese di origine. Anzi.

Se, per esempio, in una lettera all'inizio della sua permanenza a Napoli scrive alla moglie che «le donne di Napoli sono dei maiali. Sono maiali grassi con dei vestiti sciatti, di solito neri, macchiati di salsa di pomodoro, urina, grasso, o dalla cacca di un bebè...» subito dopo aggiunge «Ma devo anche spiegare che sono meravigliose, ognuna ha il volto della madre di Dio e le mani contorte, incallite e tenere delle donne che hanno passato la vita a badare ai propri figli e ai propri uomini».

Fante è in Italia, e a Parigi, per dei progetti cinematografici, anche con De Laurentiis. Scrive delle sceneggiature e racconta alla moglie cosa vede.

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