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Abruzzo Citeriore all'inizio del XX secolo

Abbate Le condizioni della Provincia di Chieti, che gran parte della popolazione stava lasciando per non farvi mai più ritorno, estrapolato da Abbate, "Storia d'Abruzzo", pubbl. 1898.
Il Prof. Abbate ancora non poteva vedere gli effetti dell'emigrazione, e descriveva un economia basata su agricoltura, pastorizia e piccolo artigianato, fiorente per secoli ma ormai già sul punto di scomparire per sempre, in conseguenza delle ripercussioni deleterie che la rivoluzione industriale esercitava sulle aree contadine del Meridione.

Il Territorio

La provincia di Chieti fu chiamata "Citeriore" perché situata alla destra del fiume Pescara ed era "al di qua" rispetto a Napoli. Il fiume Pescara la separava dalla provincia di Teramo, la catena degli Appennini dalla provincia dell'Aquila, la riva destra del Sangro e la Valicella del Varrino dal Molise.

Il territorio comprende tratti montuosi, il gruppo della Maiella, e 72 km di costa, ripida e rocciosa, sul mare Adriatico. Una buona parte di questa provincia si estendesulle colline, basti pensare alla zone di Bucchianico, Orsogna, Casoli, Atessa e San Buono. Le pianure più estese comprendono quelle del Pescara, di Ortona, del Sangro e di Vasto.

Il Clima

Interessante il clima che varia a seconda delle aree marittime o montane: in inverno, le temperature più basse raggiungono i 7°C sotto lo zero che possono diventare anche 23 sulla Maiella; in estate la massima temperatura può raggiungere i 37°C.

L'Agricoltura

"Laborioso e sobrio è il contadino della provincia chietina, affezionato al suolo, ove è nato, e che per l'indole mista delle terre e la natura del clima è suscettivo d'ogni cultura e produce in abbondanza grano, olio, vino, granone, lino, tabacco e liquirizia...". Prodotti di grande qualità vengono considerati il grano duro di Vasto, il grano tenero di Atessa e di Orsogna, gli oli ed i vini di Vasto, Chieti, Francavilla, Bucchianico, Lanciano ecc. Ogni comune poteva vantare un gran numero di vigneti ed oliveti, questi ultimi presenti soprattutto sulle colline, in luoghi asciutti.

La Pastorizia

La pastorizia dispone di ottimi pascoli, nei quali vivono più di 150.000 pecore, di cui quasi la metà nel circondario di Vasto. "Tutti questi ovini che ogni anno vengono migliorati per la qualità della lana, danno alimento a industrie agricole, nelle quali si occupa non piccola parte della popolazione e si producono formaggi e latticini; i cavalli sono più da soma e da carretto che da sella o da carrozza; la maggior parte dei muli e degli asini è sparsa nelle località più montuose".

L'Industria

Parte della popolazione del chietino lavora anche nelle fabbriche di panni, guanti, cappelli, calze, colla, zolfanelli, sapone e tintorie della città di Chieti; nei lanifici di Lama dei Peligni e Taranta Peligna "villaggio questo alle falde della Maiella, i cui panni diconsi, Tarantole o Peluscie"; nelle manifatture di corde armoniche presenti in vari villaggi; nella fabbriche di "spirito di vino", di tessuti, cotone, sapone di Lanciano e Vasto; nelle industrie di liquore "centerbe" di Tocco da Casauria.

Il Commercio

Il commercio incominciò a svilupparsi soprattutto sulla costa dove non mancavano piccole stazioni navali: Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chietino ed il porto-canale di Pescara.

La Popolazione

La popolazione di questa provincia era passata dai 344048 nel 1881, ai 387604 nel 1901. Gli analfabeti nel 1881 comprendevano l'82% degli abitanti, percentuale che scendeva al 55% circa nel capoluogo chietino. "La scuola popolare è sempre più frequentata, ma le scuole elementari sono deficienti ed inefficaci sì per gli ostacoli che presentano le stesse condizioni campagnole, come per l'abbandono in cui sono tenuti il contadino e la sua famiglia dalle amministrazioni comunali".