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Palazzo D'Avalos, Vasto

In posizione panoramica con vista sul mare, Palazzo d'Avalos si trova a Vasto, in provincia di Chieti, ed è quasi un simbolo della città.
Tra gli esempi più significativi dell'architettura rinascimentale abruzzese, domina il paesaggio con il suo aspetto maestoso e il suo giardino napoletano. Palazzo d'Avalos fu per tre secoli, fino al 1806, la residenza dei Marchesi di Vasto, centro di un vera e propria corte locale. Attualmente ospita il Museo Archeologico, una Pinacoteca e il Museo del Costume.

History

Antico centro frentano, un tempo denominato Histonium, fu fortificato dai Romani e poi distrutto da Silla. Nel medioevo fu prima dei Longobardi e poi dei Franchi, che lo rasero al suolo nel 802. Fu ricostruito dal gastaldo Aymone di Dordona da cui il nome Guasto d'Aymone, successivamente mutato in Vasto.

Nel secolo XI divenne feudo aleramico (aleramici=discendenti di Aleramo, progenitore dei marchesi di Monferrato) di Tete o Teottone, figlio di Aleramo. In seguito, dopo il periodo Angioino, Vasto fu soggetta, agli iberici D'Avalos che ebbero il titolo di Marchesi Del Vasto e che innalzarono lo splendido Palazzo D'Avalos.

The Palace

Il Palazzo

Situato in Piazza Pudente, è costruito sui resti di un edificio del XIV secolo. Si tratta di una struttura originaria del '300 di cui conserva diversi dettagli decorativi: n'è una testimonianza una splendida bifora. Dopo il periodo angioino che lasciò tracce profonde nella sua struttura, il palazzo, nel 1427, viene ingrandito dal Caldora. Alla fine del '400 Vasto conosce la signoria di Innico II d'Avalos, che assume il titolo di signore del Vasto. I D'Avalos, famiglia di origine spagnola, vi trasferiscono il fasto della corte iberica e innalzano uno splendido palazzo; la città, per la sua bellezza, viene chiamata "Atene degli Abruzzi". The Palace

Nel 1566 L'edificio fu incendiato dai turchi, guidati dal famoso Pialy Pascià; del palazzo rimasero in piedi solo i muri perimetrali, ma nello stesso anno i D'Avalos diedero inizio al suo restauro. A dirigere i lavori fu chiamato Fra' Valerio De Santis, conventuale di San Domenico.

La riedificazione comportò alcune modifiche: il cortile divenne più razionale con l'aggiunta dì un portico (oggi tre delle quattro arcate sono chiuse), mentre a levante fu realizzata una spaziosa terrazza per gli appartamenti marchesali; in quello principale, rivolto verso il mare, era possibile ammirare, fino a poco tempo fa, il meraviglioso baldacchino dei signori vastesi. The Palace

Il sontuoso giaciglio fu testimone, secondo una leggenda popolare, dell'esercizio del "Jus primae noctis", da parte di un marchese, Innico III, a danno delle avvenenti spose locali: ma approfondite indagini storiche hanno sfatato questa supposizione. The Palace

D'altronde non si riuscirebbe a comprendere come mai i vastesi che già per due anni, dal 1497 al 1499, si erano opposti all'entrata dei D'Avalos come feudatari (accettati in seguito solo grazie alla mediazione del Re Federico d'Aragona) fossero capaci di subire un tale sopruso.

The Palace
Il visitatore seduto sul muretto, alle prese con la macchina fotografica, è Albert Porreca Jr. del New Jersey, prematuramente scomparso nel 2008.

Il palazzo fu anche dimora di Vittoria Colonna, confidente ed amica del noto Michelangelo. La fortuna del palazzo era legata alla presenza dei D'Avalos. Con la morte del magnifico Cesare Michelangelo, avvenuta nel 1729, i discendenti preferirono dimorare stabilmente a Napoli presso la corte, per questo la decadenza del complesso divenne inevitabile.

I Musei

Attualmente è sede del Museo Archeologico e della pinacoteca. La sezione archeologica ospita statue femminili, teste di Afrodite, Eros, Zeus e Sileno oltre una serie di statuine bronzee, tutte raffiguranti la figura di Eracle. La Pinacoteca contiene un settore dedicato alla pittura contemporanea ed in particolare a quella del'800, in cui si possono ammirare opere di Filippo Palizzi, Valerio Laccetti, Francesco Paolo Michetti e Giulio Aristide Santoro, tutti artisti abruzzesi.