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Pasquale Casale

Il Sirente: Crocevia di Briganti
Il libro, pubblicato nel 1999, ha colmato una lacuna storica (in fatto di storia del brigantaggio) nell'area del Sirente, e ha riscontrato l'attenzione delle locali popolazioni, Enti ed istituzioni scolastiche. Nato dopo una lunga ricerca fatta utilizzando il fondo del brigantaggio conservato presso l'archivio di Stato di L'Aquila, ricostruisce gli avvenimenti storici legati alla reazione e alla successiva nascita del brigantaggio nei paesi della Valle Subequana nel periodo 1860-1870.

Dai documenti d'epoca si è ricostruito tale fenomeno, evidenziando come il Monte Sirente fosse all'epoca, un'autentico "crocevia di Briganti" che dalla Marsica si spostavano nella zona dell'Aquila, e dalla Valle Peligna nell'area del Cicolano. La banda "Cannone" di Gagliano Aterno su quelle montagne commise crimini feroci, come il barbaro omicidio di un famoso avvocato locale e numerosi sequestri di persona. La presenza della banda del famigerato brigante "Francescone" di Tione degli Abruzzi, tenne in allarme per anni le stazioni dei Reali Carabinieri della Subequana, che "scomodarono" per la cattura del brigante Angelo Del Guzzo di Fagnano, finanche il leggendario brigadiere Chiaffredo Bergia, definito all'epoca "l'ammazzabriganti". Nel libro vengono ricostruiti, per i paesi di Gagliano Aterno, Castelvecchio Subequo, Fontecchio e Secinaro i violenti tumulti di piazza, che videro il ceto contadino protagonista contro i nuovi regnanti Savoia, e che presero il nome di "reazione".

Il Parco regionale Sirente-Velino ha voluto , concedendo l'uso del proprio logo, inserire questo libro nella propria collana "Parco-Cultura". Il volume si compone di 144 pagine, formato 17x24, e all'interno contiene dei pregevoli disegni di un'artista di Secinaro (Patrizia Colantoni), che ricostruiscono le scene di violenza dei briganti.

Dalla trama del libro è stata tratta anche una rappresentazione teatrale a cura dell'associazione "Spettacolarci" di Raiano, che è stata presentata nell'agosto 2001 in numerose piazze della Comunità Montana Sirentina. Gli stessi episodi hanno permesso (con il patrocinio del Parco Regionale Sirente-Velino e della Comunità Montana Sirentina) lo svolgimento in data 12-8-2001 nei prati del Sirente, di una rievocazione del brigantaggio, tutta realizzata da giovani locali, i quali, con costumi d'epoca, hanno divertito le centinaia di turisti presenti. La rievocazione ha visto la partecipazione del TG 3 della RAI, nonché di una troupe di RAI 2, che ha realizzato per la trasmissione "Sereno variabile" un servizio alla presenza del noto conduttore Osvaldo Bevilacqua.


Fatigatori di Campagna e Ghigliottina - Storie di Briganti nel Sirente 1798-1810
Il volume nasce dopo una ricerca fatta nell'archivio di Stato di L'Aquila e ricostruisce gli avvenimenti storici legati all'insorgenza e brigantaggio nel periodo dell'invasione dei Francesi nel mezzogiorno d'Italia, e nello specifico gli avvenimenti verificatisi in tutti i 13 comuni che oggi costituiscono la Comunità Montana Sirentina. Nel libro vengono riportati i nominativi di tutti i capi massa dei comuni della Sirentina che si radunarono a Roio per organizzare l'insorgenza e la guerra anti-francese che iniziò con il massacro di alcuni ufficiali francesi a Rocca di Cambio il 31 dicembre 1798.

Il coinvolgimento di una famiglia nobile di Gagliano con il più famoso capo massa Abruzzese Giuseppe Pronio, ed il successivo tradimento a favore dei francesi, è testimoniata da un ricco carteggio fra le due parti. Ma la parte più interessante e ricca di documentazione riguarda la seconda invasione dei francesi in Abruzzo nel 1806. Nel settembre di quell'anno, 600 briganti si radunarono nei prati del Sirente da dove iniziò il brigantaggio e la repressione nella Provincia Aquilana. Sono centinaia gli avvenimenti sanguinosi che il lettore troverà e che riguardano tutti i comuni interessati. Dal passo di Forca Caruso, luogo di agguati sanguinosi, alle vicende drammatiche che subì il Governatore di Acciano, dall'arresto del notaio Colananni di Rocca di Mezzo, alle stragi di briganti in fuga sulla montagna di Gagliano, dal saccheggio di Tione, al tentativo di arresto dei frati di Castelvecchio Subequo.

Su tutti emerge la figura di Felice Ruggeri (alias GIOVINOTTI) di Ovindoli, che riuscì ad organizzare una banda di alcune centinaia di sbandati di quelle zone, che si prese gioco per molto tempo dei francesi, che iniziarono da Goriano Sicoli ad arrestare i parenti dei latitanti, per scovare i congiunti briganti. E proprio l'arresto della moglie di GIOVINOTTI, fece sì che quella banda fosse sgominata in Val d'Arano. I Francesi attuarono (forti della loro organizzazione militare) una dura repressione, che fece saltare molte teste di briganti, sia nella Valle Subequana che nell'Altopiano delle Rocche, usando quel triste strumento di morte, la ghigliottina, che funzionò a lungo durante la rivoluzione francese.

Forte fu il coinvolgimento dei Galantuomini locali, ovvero le persone più ricche e potenti di quei Comuni, che all'inizio appoggiarono le masse contadine, e successivamente le abbandonarono al loro triste destino, per loro si era aperta la caccia alle grandi estensioni di terre rese libere dalla legge sull'abolizione della feudalità.

A margine del libro sono riportate 21 tavole, dalle quali si leggeranno i nominativi di tutti i personaggi coinvolti in quel periodo, i loro paesi di origine, le loro professioni, i capi di imputazione, le prigioni dove furono carcerati. I documenti, minuziosamente ricercati e studiati, hanno ricostruito la storia delle popolazioni dell'area Sirentina, che al pari di altre zone dell'Abruzzo affrontarono con coraggio l'invasore straniero, ma che per due secoli erano rimasti sepolti dentro i fascicoli d'archivio. Con questo lavoro l'autore ha voluto dare un modesto contributo alla ricostruzione (da fonti documentarie) della storia dei paesi della Sirentina, troppo spesso dimenticata o poco studiata. Nella sua pregiata veste grafica, il volume di formato 17x24 è composto di 148 pagine stampate su carta per edizioni e di una copertina stampata in quadricromia su un cartoncino 300 gr. della Cartiera Fabriano.


Gagliano, Collarmele e Cerchio - Usi civici promiscui fra violenze, rappresaglie e omicidi
Il volume è frutto di una lunga ricerca effettuata nell'archivio di Stato di L'Aquila e nell'archivio del Commissariato del Governo per la liquidazione degli usi civici, sempre di L'Aquila. L'autore, esperto delle problematiche inerenti gli usi civici, ricostruisce gli avvenimenti del periodo dell'ottocento legati ai diritti delle popolazioni di Collarmele e Cerchio di fare legna nei boschi di Gagliano. Questi diritti, risalenti all'epoca romana e consolidatisi nel feudalesimo, vengono contestati alle popolazioni dei due Comuni marsicani allorchè con la dominazione francese del 1806, vengono aboliti i feudi e nascono i Comuni. Le popolazioni di Gagliano, per difendere i loro boschi, si scontrano spessissimo con i dirimpettai marsicani, scontri che sfocieranno quasi in guerra civile.

Sono centinaia le persone che rimangono ferite, che vengono arrestate, e che sono assassinate per la raccolta della legna. Il diritto di legnatico era fondamentale in quei periodi, perché era impensabile sopravvivere ai lunghi e rigidi inverni, senza avere legna da ardere.

Le sommosse fra quelle popolazioni fecero intervenire più volte l'esercito borbonico su quelle montagne, per cercare di tenere distanti le persone più facinorose. Ma neanche la presenza dei militari riuscì a frenare l'impeto dei duellanti, che per tutto l'Ottocento riempirono le cronache giudiziarie dell'epoca.

Con la fine dell'Ottocento, con il prosciugamento del Lago del Fucino, con l'emigrazione nelle Americhe di quelle povere popolazioni, ma soprattutto a seguito dello spaventoso terremoto che distrusse Avezzano ed il Fucino tutto, quegli scontri andarono lentamente a scemare. Nel volume vengono riportati anche documenti dell'epoca, a firma dei Sindaci, dei Ministri dell'Interno, dei comandanti di reparti militari, che facevano i resoconti dell'accaduto.

Il volume, di formato 17x24, ha la copertina di cartoncino, nella quale è riportata una pregevole planimetria del territorio di Gagliano del 1810, tutta disegnata a mano da un agrimensore. Nei primi due capitoli viene trattata la materia degli usi civici e la vertenza giudiziaria fra i tre Comuni, e nei capitoli successivi le cronache sanguinose degli scontri armati. L'opera, per il suo interesse storico - giuridico, è stata inserita dal parco Regionale Sirente Velino nella propria collana Parco-cultura.

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