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San Pelino in Corfinio

La splendida basilica Valvense, o di San Pelino, sorge ad un centinaio di metri prima di giungere a Corfinio, su un antico cimitero paleocristiano dove era stato sepolto San Pelino, vescovo di Brindisi, morto martire a Corfinio intorno alla metà del IV secolo.
La prima chiesa che fu costruita sul posto risale al V secolo, ma fu distrutta dai Saraceni e dagli Ungheri tra il 1104 ed il 1124. Ricostruita in stile romanico nei secoli successivi, subì molte trasformazioni, soprattutto all'interno, tra la fine del 1600 e l'inizio del 1700 in seguito a numerosi terremoti.

Tra il 1075 ed il 1102 venne edificata nella parete meridionale del lato destro della basilica la piccola chiesa dedicata al Santo Papa Alessandro, le cui ossa sono raccolte in una preziosa urna di metallo di Corinto. L'adiacente casa episcopale risale al 1280 e venne restaurata nel XVIII secolo. La grande chiesa abbaziale è il maggior insediamento benedettino, per importanza storica e per dimensioni, dopo il complesso architettonico di San Liberatore a Majella. A fianco sorge un convento, un tempo adibito a Museo delle Antichità Corfiniesi, fondato nel 1880 da Antonio Di Nino. Preziosi reperti preromani, legati al culto della dea Angizia, diffuso tra i Marsi, i Peligni e i Sanniti, ed altri reperti di epoca romana e paleocristiana, tra i quali una testa in marmo e un cammeo raffiguranti l'imperatore Claudio. Il convento è stato restituito attualmente alle monache di clausura.

La Cattedrale
La grande chiesa abbaziale è il maggior insediamento benedettino, per importanza storica e per dimensioni, dopo San Liberatore a Majella. Lapianta è a croce latina, a tre navate, è conforme al tipico stile romanico; la facciata è semplice e lineare e presenta un unico portale decorato da semplici motivi floreali. Il soffitto all'interno della basilica è coperto da travi a vista; il transetto absidato è diviso da quattro fasce decorative in cui s'inseriscono sottili colonne, lastre scolpite e finestre finemente traforate con semplici ornamenti. Capolavoro di San Pelino è lo stupendo ambone eseguito tra il 1168 e il 1188 sotto il vescovado di Oderisio da Raiano, che si ricollega per fattura e stile agli amboni di San Clemente a Casauria e Santa Maria Assunta di Bominaco.

Sant'Alessandro
Il mausoleo di Sant'Alessandro è stato costruito utilizzando reperti risalenti all'età classica. È a pianta rettangolare con una piccola abside circolare. L'esterno è caratterizzato dalla torre ogi parzialmente spezzata che poggia su un impianto romano. L'interno a crociera è diviso in quattro campate; il catino absidale, illuminato da tre finestre, è affrescato con figure di Santi: Sant'Alessandro tra due Angeli (XIV secolo) e il gruppo raffigurante Sant'Onofrio Eremita tra Sant'Anatolia, Santa Caterina e San Giovanni (XIV secolo). La presenza delle reliquie di Sant'Alessandro si spiega con la volontà da parte dei Valvensi di rivaleggiare con l'Abbazia di San Clemente a Casauria che appunto conservava i resti del Santo Papa Clemente.
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