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La Partenza della Sposa, an article by Fedele Romani, included in "L’amore e il suo regno nei proverbi abruzzesi", 1897, as reported by prof. Giuseppe Profeta.

"Questa canzône è molto caratteristica: da una parte c’è la madre che piange per la partenza della figliuola che va a marito, e dall’altra il padre che, vedendo portar via il corredo, si sfoga contro la figliuola e grida che la propria casa va in rovina. La scena è piena di verità. Nelle famiglie dei contadini ci sono, generalmente, come due partiti, uno favorevole e l’altro contrario alle figliuole: quello favorevole è rappresentato dalla madre; quello contrario, dal padre e dai figli maschi, se ce ne sono. La madre s’adopera e s’affanna perchè il corredo di nozze sia, relativamente alle sue forze, bello e ricco; e a questo essa è portata, bisogna confessarlo, non solo dall’affetto materno, ma anche un po’ dall’amor proprio. Un bel corredo non può non far onore alla massaia che l’ha messo insieme, che ha saputo provvedere a tempo, che ha fatto dei risparmi, dei sacrifizi onorevoli.

Quando le figliuole abbandonano la casa paterna per andare in quella dello sposo, le povere madri versano lagrime sincere, non solo perchè vedono andar via il frutto delle loro viscere e le assidue e fedeli compagne del governo della casa e dei lavoro campestri, ma anche, forse, perchè dietro quelle partenze intravedono un arrivo tenebroso, quello della nuora, che, nelle case dei contadini, suol entrare, per lo più, dopo che le figliuole son tutte maritate...

Ma il padre, che non ha nessuna ragione di affliggersi per tali malinconie di donne, nella figliuola la quale se ne va, seguita dal corredo, non vede che la spogliatrice della casa; e, insieme con lui, anche i figli maschi, se ce ne sono, seguono con occhio poco soddisfatto quelle casse che pigliano una via senza ritorno... Ma gli uomini hanno, pur troppo, occhi d’aquila quando dànno e occhi di talpa quando ricevono.
Meno male, del resto, allorchè tutta la dote si riduce ad un semplice e misero corredo. Il guaio si fa ben più grosso quando la famiglia è agiata e, insieme col corredo, bisogna dar la dote propriamente detta, o in beni o in denaro. Non si può immaginare a quanti ripieghi si ricorre, a quante astuzie, per eludere la legge e rendere magra il più che è possibile quella dote benedetta. Generalmente, si tenta il colpo della transazione...

Quando non riesce il colpo della transazione, si usano altri mezzi non meno proficui e morali... [Il Codice] sta a difesa del diritto; ma, nello stesso tempo, non c’è forse birbonata che non si possa ricoprire e difendere col codice alla mano. Tutto sta ad aver un bel paio di lenti speciali e a saperci ben leggere dentro.

Il padre di famiglia, fingendo un bisogno che non ha, ma che certo meriterebbe di avere, può benissimo far le viste di vendere a uno o a più figli maschi una parte del patrimonio, in modo che, alla sua morte, la povera figliuola maritata, se non avrà ancora ricevuto nulla, s’abbia molto meno di quello che per legge le spetterebbe; e, se qualche cosa avrà ricevuto, non possa sperare altro.

Oltre a ciò, nel caso che il padre venisse facendo, dopo il matrimonio della figliuola, dei nuovi acquisti o di terreni o di altro, egli può benissimo mostrare che quegli acquisti li facciano i figli maschi, i quali spesso non si trovano in condizione di fare i guadagni, e non si sa da dove mai sian loro potuti piovere quei denari.

English Translation
This song is very impressive: on the one side is the mother, crying because her daughter is getting married and leaving, on the other side is the father who, when he sees the daughter taking away her dowry, swears at her because the hose is going to ruin. The scene hides a great truth. In the peasant family there are almost two parties: one in favor of the daughters, the other against them: the favourable party is the mother, the other side instead is the father and male children. The mother strives to give the daughter a beautiful, rich dowry, as best as she can; and she is driven not only by her motherly love, but also by pride. A beautiful dowry is an honor for her, since she was able to work ahead of time, save and make honorable sacrifices.

When the daughters leave the father's home to move to the husband's, the poor mothers cry true tears not only because they see their own flesh and blood go away, the faithful companions of the house chores and field labor, but also since maybe they foresee, after those departures, a dreadful arrival, the daughter in law, who comes into the peasants' family usually after all the daughters have got married...

But the father, who has no reason to be sorrowful for such women's pains, only sees in the daughter's departure followed by her dowry, an enemy of his house and property; the same feelings are in the sons who are very unhappy in seeing all those caskets of linen and property fly away never to come back... But men, unfortunately, have eagle's eyes when they give and a mole's eyes when they receive.
Not too much of a problem, when the dowry is just simply linen and tools. The problem gets much bigger when the family is well-off and with dowry chests they also have to give property and money. You cannot imagine what tricks are contrived to circumvent the law and make the dowry as meager as possible. The big shot is usually to make a sale...

When the sale is not an option, other means are employed, against the moral and in the name of wealth... It is true that the laws are there to defend the right; but, at the same time, it is also possible to cover every unlawful trick with other laws. One just need good special lenses to read the laws properly.

The father, pretending a need he does not have - bu he surely deserves to have - contrives a sale to one or more male children of his property, so that on his death the poor married daughter will have much less than what she would be lawfully entitled to; and in case she received something, surely she cannot hope in anything more..

Moreover, in case after the daughter's marriage her father acquires more lands or property, he will make the transactions in the sons' names - though there is no source for the sons of the money they are supposed to be spending, and nobody knows where the money came from".

Bibliography
  • Fedele Romani, L’amore e il suo regno nei proverbi abruzzesi (1897), in the collection "Colledara", Firenze 1907.
  • Domenicangelo Lupinetti, La sanda jurnate, Lanciano, 1958.
  • Giuseppe Profeta, Letteratura popolare e Letteratura dialettale, Teramo 1962.
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