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ItalyHeritageItalian regionsAbruzzoHeritage EzineFebruary 2002 ➩ San Gabriele dell'Addolorata

San Gabriele dell'Addolorata





Gabriele nasce da famiglia aristocratica ad Assisi (Perugia) il 1° marzo 1838. È l'undicesimo di tredici figli di Sante Possenti, sindaco della città, e Agnese Frisciotti. In casa però sarà sempre chiamato Checchino. Nel 1841 Sante è nominato assessore al tribunale di Spoleto (Perugia), dove si trasferisce con tutta la famiglia. Qui, a meno di 42 anni, muore mamma Agnese.

Gabriele è intelligente, esuberante, vivace, gli piace studiare, riesce ottimamente soprattutto nelle materie letterarie. Compone poesie in latino, le recite scolastiche lo vedono sempre protagonista. Vince numerosi premi scolastici. Elegante, vivace, spigliato, diventa un punto di attrazione per la sua allegria. Gli piace seguire la moda, veste sempre a puntino.

Vuole primeggiare in tutto, "la bella vita non gli dispiace". Anima le serate nei salotti di Spoleto, legge i romanzi e lo attirano gli autori del tempo, il Manzoni, il Grossi, il Tommaseo. Ma è anche di animo buono, generoso sensibile alle sofferenze dei poveri, ama la preghiera. Sprizza vita da tutti i pori. Niente di strano se qualche ragazza fa sogni su di lui. Lui si presenta sempre più ricercato nei vestiti e sempre più raffinato nelle sale da ballo e nei salotti. È un bel ragazzo e ne è consapevole.

La Conversione
I ripetuti lutti familiari e alcune brutte malattie gli fanno apparire le gioie umane brevi ed inconsistenti. Il 22 agosto 1856, durante la processione, quando l'immagine della Madonna del duomo passa davanti a lui, gli risuonano nel cuore chiare parole: "Francesco, cosa stai a fare nel mondo? Segui la tua vocazione!" Sceglie di entrare nell'istituto dei passionisti, fondato nel 1720 da San Paolo della Croce con lo scopo di annunciare, attraverso la vita contemplativa e l'apostolato, l'amore di Dio rivelato nella Passione di Cristo.

A 18 anni Francesco volta pagina e cambia anche nome: d'ora in poi si chiamerà Gabriele dell'Addolorata. Il 10 luglio 1859 arriva nel convento dei passionisti a Isola del Gran Sasso (Teramo) per prepararsi al sacerdozio con lo studio della teologia. Nel 1861, nella cattedrale di Penne (Pescara), riceve la tonsura e gli ordini minori.

A fine 1861 si ammala di tubercolosi; ogni cura risulta vana. Non riesce a diventare sacerdote anche perché difficoltà politiche impediscono nuove ordinazioni. Gabriele si rende conto che non c'è niente da fare. La mattina del 27 febbraio 1862 "al sorgere del sole" Gabriele saluta tutti, promette di ricordare in paradiso, chiede perdono e preghiere.

Il Santo
Nel 1866 la comunità passionista di Isola è costretta ad abbandonare il convento ai piedi del Gran Sasso, a causa del decreto di soppressione dei religiosi. La tomba di Gabriele sembra abbandonata per sempre, ma non è così.

La seconda fase inizia nel 1892, a trent'anni dalla morte di Gabriele, quando sulla sua tomba accadono i primi strepitosi prodigi. Il 17 e 18 ottobre 1892 si procede alla riesumazione sotto stretta sorveglianza della gente che non vuole sentire parlare di trasferimento delle ossa nel convento della Madonna della Stella, vicino a Spoleto (come era l'ordine dei superiori). La chiesa e i dintorni del convento, con tutte le vie di accesso, sono controllati dal popolo che impedisce così lo spostamento delle ossa. Così Gabriele resta definitivamente in Abruzzo e da allora ha inizio una catena ininterrotta di prodigi, grazie e miracoli operati per sua intercessione.

Gabriele è proclamato santo da Benedetto XV nel 1920. Nel 1926 diventa compatrono della gioventù cattolica italiana e nel 1959 Giovanni XXIII lo dichiara patrono d'Abruzzo San Gabriele è innanzitutto il santo dei giovani. Sono centinaia di migliaia i giovani che vanno da lui per una sosta di preghiera. Ogni anno, ai primi di marzo, migliaia di studenti delle scuole medie superiori dell'Abruzzo e delle Marche arrivano al santuario per una giornata di spiritualità, in occasione dei tradizionali "cento giorni". Nell'ultima settimana di agosto migliaia di giovani da tutta Italia si accampano per quattro giorni al santuario per la Tendopoli - Festa dei giovani.